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Ritrova la tua motivazione

  • Immagine del redattore: Minerva
    Minerva
  • 21 set 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Inutile prenderci in giro: il vero primo giorno dell’anno è il 1° settembre! Inizia la scuola, si torna al lavoro, si abbandona il relax, si riprende la routine, si inizia a perdere il colorito estivo e, soprattutto… si torna ad allenarsi! Riprendere i ritmi abituali, dopo una piacevole pausa, può sembrare un’ardua sfida. Chi, l’ultimo giorno di vacanza, non viene sopraffatto dall’angoscia del riprendere la routine, di ritornare nel caos, di sottostare a ritmi serrati nella prospettiva di un lungo inverno, abbandonando la salsedine e la pelle che tira sotto al sole mentre si beve uno spritz in riva al mare? Ammettiamolo: è complicato!

Ho parlato di angoscia, che credo sia la sensazione che meglio definisce lo stato d’animo di noi tutti, ma come far fronte a ciò? Tiriamoci su le maniche e partiamo dalle basi.


Le emozioni sono esperienze soggettive determinate da modificazioni cognitive, comportamentali, espressive e fisiologiche con una ben definita funzione adattiva: corrispondono dunque ad una risposta fisiologica ad uno stimolo ambientale.

La componente cognitiva permette di valutare lo stimolo, quella fisiologica predispone l’organismo al fare esperienza diretta della situazione, la componente espressiva modula l’espressività e la componente comportamentale permette al soggetto di agire.


Di queste citate componenti, la cognitiva è fondamentale per valutare correttamente le situazioni, le esperienze e i vissuti, per cui una regolazione in questo settore è di particolare importanza per ridurre stress e negatività.


Connesso al concetto di emozione e regolazione cognitiva, c’è quello di motivazione: questa è il “movente” del comportamento, ciò che permette ai soggetti di impegnarsi in un comportamento o in una complessa azione cognitiva.

Il concetto di motivazione, dal punto di vista teorico, si divide in motivazione primaria (soddisfazione dei bisogni fisiologici) e motivazione secondaria (appresa culturalmente e dall’influenza sociale). Mangiare e bere spritz al sole, in estate, immagino siano azioni connesse a motivazioni primarie… ok, non divaghiamo.

Esistono anche motivazioni intrinseche ed estrinseche, le prime gratificanti in se stesse che si autoalimentano, le seconde rispondono invece a stimoli rinforzanti ambientali. In pratica, facciamo sport per noi stessi, per migliorare la forma fisica, e per fingere sorpresa quando ci viene detto “Wow, ma sei dimagrita?”


Bene, data questa premessa, possiamo affermare che, sì, riprendere la routine e i ritmi di sempre può essere complicato e può indurci in uno stato di lieve angoscia e ansia nel prefigurarci i prossimi affanni, ma se proviamo a ben regolare cognitivamente le emozioni (sembra un ossimoro, sì, ma impareremo a farlo), saremo in grado di trovare la giusta motivazione intrinseca ed estrinseca per affrontare con sollievo le nuove-vecchie sfide.


Piccolo consiglio: per alimentare la motivazione, inizia sempre da ciò che sai fare meglio! Inutile prefigurarsi complessi traguardi da raggiungere, se prima non proviamo ad esporci, gradualmente, a piccole prove. Più raggiungi un piccolo obiettivo, maggiore sarà la motivazione ad affrontarne di più complicati: l’esito favorevole corrisponde ad un rinforzo positivo che aumenta la frequenza del comportamento emesso!

Più diventi brava a fare 5 burpees, più vuoi osare nel farne 6… o 7… massimo 10, ora non esageriamo!


E si, se hai letto fin qui, la motivazione era ben forte! Rinforzo positivo per leggere gli altri interventi? Ne parleremo nei prossimi!




1 commento


Molto interessante!!

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