Capodanno Blues
- Minerva

- 31 dic 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Avrei voluto scrivere qualche pensiero sul Natale, ma i troppi zuccheri hanno annebbiato la mia mente. Persa nei meandri delle cene di famiglia, ho schivato con scarso successo gli attacchi di struffoli, cassate, noccioline e panettoni, noncurante della pienezza di stomaco che accompagna tutti noi da almeno una settimana. D’un tratto mi sono risvegliata dall’incoscienza iperglicemica, consapevole dell’incontrollabile scorrere del tempo, e mi ritrovo al 29 dicembre. Sogno o son desta? Improvvisamente è già finito l’anno.
Quindi, meglio tardi che mai…
Fatto buone feste? Mangiato abbastanza? Sopravvissute al “e il matrimonio?”, “e l’università?”, “e il fidanzatino?”.
L’idea di scrivere qualcosa sul “Christmas Blues” è ormai svanita, così come i miei labili tentativi di seguire una dieta (non solo a Natale, ma tutto l’anno…), quindi potremmo parlare di CAPODANNO BLUES, che è anche quello che sento di più.
In pratica ci si riferisce a sensazioni di ansia, deflessione del tono dell’umore, tensione e stanchezza, tutte manifestazioni emotive e fisiologiche che accompagnano il periodo delle feste.
Se pensiamo al Capodanno, è inevitabile fare una sorta di bilancio di quanto accaduto nell’anno che sta finendo, e ciò porta a una riflessione sugli aspetti (spesso negativi) di ciò che abbiamo vissuto e un senso di ansia che genera così apprensione per il futuro. Inutile sottolineare quanto gli ultimi mesi abbiano influenzato il nostro umore, tra pandemia, difficoltà economiche, isolamento sociale e pizze fatte in casa. Peso fondamentale ricoperto anche dalle assenze, la sperimentazione di lutti o separazioni dolorose, che causano desolazione e malinconia.
Tutto ciò è normale. Normalizzare pensieri ed esperienze emotive è fondamentale per una maggiore consapevolezza e accettazione delle proprie emozioni, così come validarle.
È normale se sei triste mentre scarti un regalo.
È normale se sei triste mentre mangi in famiglia al cenone.
È normale se sei triste nel ritornare al lavoro.
È normale se sei in ansia nel pensare all’anno nuovo.
È normale se sei in ansia a pensare quanta spesa devi fare e quante cose devi cucinare.
È normale se sei in ansia nel riporre speranze future in un progetto.
È normale se sei triste mentre bevi del vino, però attenzione che non è una giustificazione per berne di più. Sta girando anche un virus intestinale che potrebbe farti pentire.
È normale se sei in ansia a pensare che devi togliere le decorazioni e gli addobbi natalizi il 6 gennaio…l’albero di Natale con tutte quelle palline…
È normale se sei triste nel pensare che so’ finiti i panettoni buoni…quelli artigianali…ripieni di crema al pistacchio…che quando la mangi affondano i denti dentro e sei in Paradiso che Beatrice spostati.
È normale se sei triste a pensare di aver preso qualche chilo.
È normale se sei in ansia a pensare di dover riprendere un’alimentazione più equilibrata.
Ricordiamo però cosa ci siamo sempre detti: siamo qui ed ora, viviamo questo momento, il momento presente.
Riportiamo la mente al momento che stiamo vivendo, e cogliamo le varie sensazioni che percepiamo.
Respira.
Respira.
Respira.
Cioè devi proprio respirare perché stai mangiando da giorni, cioè almeno respira bene e aiuta la digestione!
È normale sperimentare varie emozioni, anche negative, ma non dimenticare: Vivi il momento presente.
Dai su, che mo’ viene Pasqua.



Commenti