La Mente Calda
- Minerva

- 6 nov 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 8 nov 2021
Il mese scorso abbiamo introdotto brevemente il concetto di mindfulness e riflettuto sul vivere il momento presente. Ora proviamo a fare un passo avanti, e riflettere sul modo in cui “funziona la nostra mente”. È utile riconoscere che esistono tre stati della mente: Mente RAZIONALE
Mente EMOTIVA
Mente SAGGIA
La mente razionale è quella governata da pensieri e logica, una mente anche chiamata “fredda”.
In questo mese possiamo, però, concentrarci sulla mente emotiva.
La mente emotiva è “calda”.
La mente emotiva è governata da stati d’animo ed emozioni.
La mente emotiva ci spinge ad agire sull’onda dei nostri impulsi.
La mente emotiva ci fa interpretare le situazioni sulla base delle nostre emozioni.
Nella quotidianità tendiamo a credere che siano le situazioni a determinare specifici comportamenti ed emozioni che governano poi la nostra mente.
Ma la psicologia ci insegna che non è così. Altrimenti sarebbe tutto troppo semplice. Già.
In realtà, tra la situazione che viviamo ed emozioni/comportamenti che sperimentiamo si interpone uno stato intermedio, che è quello definito “Pensiero Automatico”.
Con ciò si intende che, automaticamente, in modo del tutto implicito e spesso talmente veloce da non esserne consapevoli, facciamo dei pensieri rapidi, con cui interpretiamo le situazioni che viviamo, adducendo un significato positivo o negativo che inevitabilmente influenza le nostre emozioni e, di conseguenza, i nostri comportamenti.
Quante volte vi è capitato di vedere un’amica per strada e non essere salutate? Ja… sicuro.
Di quelle situazioni che mentre alzi la mano per salutare poi fingi di accarezzarti i capelli con fare sensuale?
Imbarazzo a parte, se un’amica non vi saluta come vi sentite? Sotto sotto…c’è un po’ di:
Rabbia? Tristezza?
Queste emozioni, seppur in forma minima (perché appunto riportate ad una situazione del quotidiano la cui salienza può essere ridotta), sono determinate dal pensiero che facciamo appena viviamo la situazione, che ci porta ad interpretare la situazione.
Magari il pensiero potrebbe essere “Perché non mi saluta? Ce l’ha con me?” oppure “Ma le ho fatto qualcosa?” o, meglio, “C’ HA PASSAT?” (nota del traduttore: "quali remoti e insormontabili difficoltà sta affrontando la giovane donzella per non rivolgermi saluto alcuno?" )
Magari il comportamento impulsivo, non ragionato, potrebbe essere quello di andarle vicino, risentite, e chiederle perché mai non ci ha salutato oppure urlarle qualcosa da lontano.
Ecco la mente emotiva: pensare e agire governati dalle nostre emozioni.
N.b. non fatelo a casa. Non è carino urlare da lontano alle persone.
Fatti e persone sono puramente casuali.
Se riuscissimo a portare l’attenzione sul pensiero che abbiamo fatto e, quindi, distinguerlo dall’attivazione emotiva ed esperienziale, riusciremmo a metterlo in discussione e pensare ad ipotesi alternative, per raggiungere così la mente saggia.
Potremmo dare una spiegazione alternativa al nostro pensiero, così da ridurre l’attivazione emotiva ed assumere un comportamento più adeguato.
“Forse non mi ha salutata perché non mi ha vista” potrebbe essere un modo di pensare più saggio.
Dovrebbe.
Teoricamente.
Ma SE E’ SCUSTUMAT, URLATELE DIETRO COSì IMPARA L’EDUCAZIONE!



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