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Io non mi peso

Ti svegli una mattina. Sei ancora assonnata, ma potenzialmente di buonumore. Sei in orario, bevi il tuo bicchiere di acqua a temperatura ambiente come prima cosa della giornata e ti rilassi per qualche infinito secondo sulla porcellana bianca che ancora fa un po' freddo contrasto con il tepore del corpo tuo.


Percorri mentalmente gli step da fare: ora vai in cucina, prepari il caffè; assapori già la dolcezza del muesli al cioccolato e nocciole che si tuffano nel latte scremato e senza lattosio, il gesto del cucchiaio nel latte-e-cereali ti dà ancora lo stesso gusto che ti dava quando eri bambina. E' una specie di coccola quotidiana, ti sembra di mangiare una cosa buona fin dal principio, ti mette allegria e ti sazia quanto basta per arrivare a pranzo -al massimo, una banana a metà mattina e passa la paura.


Percorri il corridoio ancora in mutande, passi davanti allo specchio e l'ombra che comincia a formarsi sull'addome ti strappa un altro mezzo sorriso; mentre senti i glutei ancora indolenziti dall'allenamento della sera prima, ti dici che quegli slip di pizzo qualche settimana fa non stavano poi così bene, e finalmente stamattina hai agganciato il reggiseno di una clip più avanti. Figa, oh!. Ti concedi qualche secondo di narcisismo allo specchio, cominci a fare mezze piroette, cerchi con le mani di lisciare un altro po' quella curva al lato delle cosce, notando però che la tua pelle sembra quasi più luminosa e tutti quelli che prima di sembravano "bozzi" sul sedere ora vanno man mano scomparendo. Mentre alzi il braccio per legarti i capelli vedi che il bicipite è finalmente visibile, che quel sotto non si affloscia più se provi a fare ciao-ciao.


Insomma, porca miseria, sta funzionando! Finalmente ti si stampa sulla faccia il tuo miglior sorriso, ti senti carica e pensi che puoi spaccare il mondo; decidi di tirare dall'armadio il paio di pantaloni che non salivano più e quella t-shirt che non ti vergognerai più a mettere. Sei sicura che la giacca si abbottonerà in vita -finalmente!- e -miseriaccia!- è sparito pure quel brufolo ostinatissimo che campeggiava tra naso e bocca.


La dieta funziona, ti dici, tutti i sacrifici, le rinunce e gli allenamenti danno finalmente i loro frutti. Ti ci è voluto un po', ma ti vedi finalmente bella, oggi puoi uscire di casa e mostrare la luce che ti porti dentro. Vedrai dopo che è vero: i pantaloni salgono e la giacca si abbottona; che le ginocchia non fanno crack quando ti allacci le scarpe e la borsa sembra finalmente meno faticosa da portare.


Carica in tutto questo hype, decidi allora di fare la mossa, quella decisiva: vuoi darti il colpo di grazia della gratificazione, urlare a te stessa "brava, finalmente vinci qualcosa nell'aver perso". Così, sfarzosa e incurante, sistemi il set e -prima destro poi sinistro- sali sulla bilancia.



-Che è successo, perché sei così incazzata stamattina?- ti chiede la collega, appena ti vede. -Chi ti ha fatto arrabbiare?


- Ho perso solo mezzo chilo.




Or dunque, per amore del mio buonumore,

io non mi peso.

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