A Natale siamo tutti più ... fuori.
- Jessica Ammendola
- 22 dic 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Ci avete fatto caso? In questo periodo di feste sembra che la gente impazzisca. Improvvisamente ed indistintamente, amici, colleghi e, soprattutto, familiari sembrano perdere ogni briciolo di lucidità e mente razionale, per far partire un loop di frenesia e agitazione che prende spesso spiacevoli pieghe.
Tante volte torniamo a casa e invece di goderci il clima caldo e familiare che aspettiamo di trovarci -invece di chiacchierare e cucinare serenamente attorno al focolare domestico, come davvero desideriamo, ci troviamo a fronteggiare nevrosi, crisi isteriche, pianti improvvisi e litigi come se fossimo ancora adolescenti che battono i piedi a terra e con i genitori che ci dicono "no" ad ogni cosa.
Ma ... perché?
Ci rifletto da qualche giorno e, onestamente, non ho la risposta. Questo non è un post da cinque consigli per evitare i litigi durante le feste, perché semplicemente non so nemmeno io come si fa. Non so ancora perché a Natale la nonna è più svampita del solito, perché urla di più con lo zio, perché mamma sembra più stizzita o perché sorella e/o fratello sembrano avercela particolarmente con noi. Perché quel clima del quale sentiamo la mancanza -suvvia, è vero! Ogni anno non vediamo l'ora di poter tornare a casa, lontani dal lavoro, dallo stress… - diventa il clima che poi ci stressa di più.
Penso che sia dura per tutti ammettere che cambiamo radicalmente abitudini. Crescendo, vivendo per conto nostro, soprattutto se non torniamo a casa tanto spesso. Abbiamo, noi, trovato il nostro modo di fare le cose, che ormai non è più lo stesso di quello che avevamo quando abitavamo tutti sotto lo stesso tetto. Magari siamo più calmi e pacati o siamo diventati risoluti e scaltri; non importa: una volta a casa, i nostri genitori continueranno a guardarci per come eravamo prima, e non davvero per come siamo ora. Anche se ci vedono adulti. Anche se sono fieri di noi. Anche se sono preoccupati. Io ho la sensazione che solo in pochi modi e molto di rado ci vedano davvero.
Questa sensazione, per me, cozza estremamente con la voglia di mostrare come sono diventata, nel bene e nel male; magari siamo frustrati, insoddisfatti, e siamo grandi abbastanza da voler condividere i nostri stati d'animo con la famiglia. Magari siamo felici e indaffarati ed abbiamo imparato a chiedere l'affetto che desideriamo. Tutto questo, spesso, sembra trovare muri di silenzio, liti, e fughe alcoliche in piena notte mentre ti ripeti "oddio non vedo l'ora di andarmene". ... E sono passati solo due giorni! Magari vogliamo solo sentirci accolti.
Quest'anno non "scendo", per le feste: cause pratiche e logistiche di forza maggiore. L'anno scorso la mia valvola di sfogo sono stati gli allenamenti, ma non avete idea di quanto sia stato difficile riuscire a ritagliare un po' di tempo e trovare uno spazio anche per quelli. Per mezz'ora. Una volta a settimana. In due settimane.
Quest'anno non torno al Sud e un po' me ne dispiaccio, dovrò fronteggiare da sola quel senso di solitudine che m'accompagna, puntualmente, durante la cena del 24 e il pranzo del 25.
Solo che, stavolta, non c'è nessuno con cui litigare.
Buone Feste, guaglione belle !
sempre vostra,
Jessica



Bellissimo! Mi sono emozionata!