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A Natale siamo tutti più ... fuori.

Ci avete fatto caso? In questo periodo di feste sembra che la gente impazzisca. Improvvisamente ed indistintamente, amici, colleghi e, soprattutto, familiari sembrano perdere ogni briciolo di lucidità e mente razionale, per far partire un loop di frenesia e agitazione che prende spesso spiacevoli pieghe.


Tante volte torniamo a casa e invece di goderci il clima caldo e familiare che aspettiamo di trovarci -invece di chiacchierare e cucinare serenamente attorno al focolare domestico, come davvero desideriamo, ci troviamo a fronteggiare nevrosi, crisi isteriche, pianti improvvisi e litigi come se fossimo ancora adolescenti che battono i piedi a terra e con i genitori che ci dicono "no" ad ogni cosa.


Ma ... perché?


Ci rifletto da qualche giorno e, onestamente, non ho la risposta. Questo non è un post da cinque consigli per evitare i litigi durante le feste, perché semplicemente non so nemmeno io come si fa. Non so ancora perché a Natale la nonna è più svampita del solito, perché urla di più con lo zio, perché mamma sembra più stizzita o perché sorella e/o fratello sembrano avercela particolarmente con noi. Perché quel clima del quale sentiamo la mancanza -suvvia, è vero! Ogni anno non vediamo l'ora di poter tornare a casa, lontani dal lavoro, dallo stress… - diventa il clima che poi ci stressa di più.


Penso che sia dura per tutti ammettere che cambiamo radicalmente abitudini. Crescendo, vivendo per conto nostro, soprattutto se non torniamo a casa tanto spesso. Abbiamo, noi, trovato il nostro modo di fare le cose, che ormai non è più lo stesso di quello che avevamo quando abitavamo tutti sotto lo stesso tetto. Magari siamo più calmi e pacati o siamo diventati risoluti e scaltri; non importa: una volta a casa, i nostri genitori continueranno a guardarci per come eravamo prima, e non davvero per come siamo ora. Anche se ci vedono adulti. Anche se sono fieri di noi. Anche se sono preoccupati. Io ho la sensazione che solo in pochi modi e molto di rado ci vedano davvero.


Questa sensazione, per me, cozza estremamente con la voglia di mostrare come sono diventata, nel bene e nel male; magari siamo frustrati, insoddisfatti, e siamo grandi abbastanza da voler condividere i nostri stati d'animo con la famiglia. Magari siamo felici e indaffarati ed abbiamo imparato a chiedere l'affetto che desideriamo. Tutto questo, spesso, sembra trovare muri di silenzio, liti, e fughe alcoliche in piena notte mentre ti ripeti "oddio non vedo l'ora di andarmene". ... E sono passati solo due giorni! Magari vogliamo solo sentirci accolti.


Quest'anno non "scendo", per le feste: cause pratiche e logistiche di forza maggiore. L'anno scorso la mia valvola di sfogo sono stati gli allenamenti, ma non avete idea di quanto sia stato difficile riuscire a ritagliare un po' di tempo e trovare uno spazio anche per quelli. Per mezz'ora. Una volta a settimana. In due settimane.

Quest'anno non torno al Sud e un po' me ne dispiaccio, dovrò fronteggiare da sola quel senso di solitudine che m'accompagna, puntualmente, durante la cena del 24 e il pranzo del 25.


Solo che, stavolta, non c'è nessuno con cui litigare.


Buone Feste, guaglione belle !



sempre vostra,

Jessica




1 commento


Bellissimo! Mi sono emozionata!

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